Gli insoliti ignoti: Gardner Fox

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Diamo il via qui a una nuova rubrica, che spero avrà vita lunga: “gli insoliti ignoti”. Al di là delle svariate dozzine di citazioni che può contenere il titolo, in questa sede vorrei soffermarmi su quegli autori, quei personaggi, che hanno fatto grande la storia dei fumetti (ma non solo), ma che per qualche motivo non sono noti al grande pubblico quanto meriterebbero. Preciso che non sto parlando di carneadi assoluti: sono figure che gli addetti ai lavori possono conoscere, ma che rimangono comunque ignoti ai più. Mio nonno sa benissimo che Batman l’ha creato Bob Kane, l’uomo ragno Stan Lee. Ma il papà di Flash invece chi è? Lo sapete? Sì? Anche se lo sapete ve lo dico lo stesso. È questo signore qui.

Gardner Fox disegnato da Gil Kane

Gardner Fox disegnato da Gil Kane

Il primo “insolito ignoto” è infatti Gardner Fox. Fox è stato una figura chiave nella storia del fumetto supereroistico americano. Ha firmato molte storie di personaggi famosi, soprattutto per la DC Comics, e ne ha inventati altrettanti di memorabili, fra cui il succitato Flash e il supergruppo Justice League of America. Ma cominciamo dal principio.

Gardner Francis Cooper Fox nasce a Brooklyn il 20 maggio 1911. Di famiglia cattolica, fin da piccolo nutre uno spiccato interesse per la letteratura fantastica, soprattutto per i libri di Edgar Rice Burroughs, Harold Lamb e e Talbot Mundy. In un’epoca precedente al l’avvento dei fumetti, questi autori gli fanno scoprire mondi e personaggi straordinari, e stimolano quella fantasia che lo accompagnerà per tutta la carriera. Dopo la scuola superiore si laurea in legge alla St. John’s University di New York. Nel 1935 viene abilitato alla professione di avvocato, che eserciterà per due anni.

Sullo sfondo della grande depressione inizia a scrivere storie per l’allora editor della DC Comics Vin Sullivan. Dal suo debutto sulle pagine di Detective Comics (lo so che adesso cominciate a incuriosirvi), tra gli anni ’30 e ’40 Fox contribuirà praticamente a tutte le testate della DC, alternando ai fumetti l’attività di scrittore di prosa per riviste di fantascienza pulp. Le sue storie in genere sono caratterizzate da una molteplicità di riferimenti storici, scientifici e mitologici, segno della sua grande cultura e curiosità per lo scibile umano. A un fan confesserà di possedere due schedari pieni di annotazioni e informazioni varie, e più di 2000 libri nel suo attico.

Le sue primissime storie per la DC risalgono al giugno 1937 (Detective Comics #4) e hanno come protagonista il detective Speed Saunders, originariamente attribuito a E.C. Stoner, che molti sostengano sia uno pseudonimo dello stesso Fox. Nel luglio 1939, due soli numeri dopo lo storico Detective Comics #27, Fox scrive la prima delle sue storie per un certo personaggio che forse avrete sentito nominare.

fox9Il Dottor Morte (Doctor Death) è uno scienziato pazzo con la mania della chimica, e costituisce il primo tentativo editoriale di dare al pipistrello un cattivo ricorrente. Insieme a Bob Kane e a Bill Finger, Fox contribuisce alla crescita del cavaliere oscuro, aggiungendo trovate come la Batcintura (utility belt), contenente capsule di gas all’epoca del primo utilizzo, il Batarang e il “Batgyro”, precursore del Batcottero. Cosa ancora più importante (se ci può essere qualcosa di più importante della batcintura), su Detective Comics #33 Fox collabora con Finger alla storia delle origini di Batman, introducendo i personaggi di Thomas e Martha Wayne, genitori di Bruce (sì, quelli che muoiono da schifo nel primo episodio di Gotham).

Sempre nel 1939, insieme al disegnatore Bert Christman, Fox crea il personaggio di “Sandman”, un giustiziere dotato di maschera antigas. Tuttavia, una delle sue creazioni più importanti debutta nel primo numero di Flash Comics nel gennaio 1940. La storia racconta di come lo studente Jay Garrick acquisisca una velocità sovrumana dopo essersi addormentato in laboratorio e aver inalato dei vapori di acqua pesante. Una volta scoperte le sue nuove capacità, Garrick si mette una pentola in testa e comincia a combattere il crimine sotto il nome di “Flash”, “il Mercurio (cromo) dei giorni nostri”. Oltre a Flash Comics, la crescente popolarità porterà Flash ad apparire in numerose testate degli anni ’40, quali All Star, Comic Cavalcade, The Big All-American Comic Book e All-Flash. Ma di capitan pentola parleremo meglio in un’altra sede.

HawkmanUn’altra importante creazione foxiana è “Hawkman”, apparso per la prima volta nella terza storia di Flash Comics #1. Dietro Hawkman si cela l’archeologo Carter Hall, che rivive una sua vita passata come Principe Khufu dell’antico Egitto. Con questa nuova identità Hall si confeziona un costume (tutti sarti e stilisti provetti sono) e delle ali per combattere contro la reincarnazione di Hath-Set, suo acerrimo nemico fin dai tempi dei faraoni.

Nei primi anni ’40 la DC era composta da due distinte sotto-società: la National Periodical Publications, di proprietà di Harry Donenfeld e Jack Liebowitz, che pubblicava Detective Comics, e la All-American Publications di Max Gaines. Pur continuando a scrivere storie anche per la National (Dr. Fate, ecc.), Fox diviene scrittore capo per la All-American, che pubblica le storie di Flash, Sandman e Hawkman. Nell’inverno del 1940 sul terzo numero di All-Star Comics appare per la prima volta la “Justice Society of America”, la prima squadra di supereroi della storia dei fumetti. Da questo numero in poi, Fox diventa il responsabile principale della JSA, che comprende Dottor Fate, Sandman, Flash, Hawkman, il Dottor Mid-Nite, Hour-Man, lo Spettro, Atomo e Lanterna Verde, a cui nell’aprile 1941 si aggiungerà un’altra creazione di Fox, Starman. Gardner Fox scriverà le avventure della JSA regolarmente fino al 1947 (All-Star Comics #34).

Dagli anni ’40 fino ai primi anni ’50 Fox si dedica anche ad altri progetti al di fuori della DC. Alcuni dettagli: dal 1940 al 1941 scrive per la Columbia Comic Corporation; dal ’47 al ’50 scrive per la EC Comics e viene pubblicato sugli allora celebri The Crypt of Terror, The Vault of Horror e Weird Fantasy (se qui aggiungo che era un autore lovecraftiano mi arrivano mille accidenti e sassate “poco” virtuali, perciò taccio); a cavallo tra la fine degli anni ’40 e l’inizio dei ’50 lavora per la Magazine Enterprises a storie di Durango Kid, Red Hawk, Straight Arrow, ma soprattutto all’originale Ghost Rider (Nicolas Cage); infine, negli anni ’50 sarà autore per la Avon Comics di storie di “Crom the Barbarian”. Non è dato però sapere se sia stato davvero Fox ad aver mandato Crom al diavolo nel caso non lo avesse aiutato.

La metà degli anni ’50 segna un momento molto difficile per il fumetto americano, non solo quello supereroistico. In seguito alle accuse di deviazione delle menti e di istigazione al crimine espresse nell’autorevole saggio La seduzione dell’innocente dello psichiatra statunitense Fredric Wertham, e alle udienze del Senato sul pericolo posto dai fumetti come fonte di delinquenza giovanile, l’industria dei comics negli Stati Uniti vede calare la sua popolarità, e subisce pesanti riforme, fra cui l’imposizione di un codice di censura, il “Comics Code Authority”. Per far fronte alla nuova situazione, l’allora editor della DC Julius Schwartz promuove una politica di reinvenzione di molti personaggi della generazione precedente. In questa Silver age dei fumetti Gardner Fox è uno dei primi nomi sulla lista di Schwartz per reimmaginare l’universo DC. E’ in questo scenario che Fox rinnova la JSA, ribattezzandola “Justice League of America”, apparsa la prima volta su The Brave and the Bold #28 (febbraio-marzo 1960), e dall’ottobre dello stesso anno titolare di una testata dedicata. Il supergruppo di Fox diventa presto uno dei titoli cardine della DC. Nei numeri 21-22 la Justice League incontra la Justice Society e per la prima volta viene usato il termine “crisi” per indicare un crossover fra personaggi di diverse serie: si tratta di un termine chiave per le successive evoluzioni DC. Insieme a Mike Sekowsky, Fox sarà l’autore della JLA fino al 1968.

JLAUn’altra pietra miliare nella carriera DC di Fox è la storia “Flash of Two Worlds!” (I Flash dei due mondi, The Flash #123, sett. 1961), dove il Flash pentolino originale creato da Fox incontra Barry Allen, il nuovo Flash della Silver age. Per spiegare la presenza di entrambi nello stesso mondo Fox rivela che il vecchio Flash esiste in un universo parallelo, ma comunicante con gli altri, chiamato “Terra-2”. Con questa storia viene introdotto il concetto di “multiverso”, che ricoprirà un ruolo fondamentale nel mondo DC nei successivi decenni.

fox1A metà anni ’60 Fox torna a lavorare su Batman, per dargli nuova linfa vitale dopo anni non proprio facili. Sempre partecipando all’iniziativa di rivitalizzazione proposta da Schwartz, adesso alla direzione dei titoli dell’uomo-chirottero, Fox reintroduce personaggi come l’enigmista e lo spaventapasseri, ottenendo grande successo. Inoltre, insieme al disegnatore Carmine Infantino (da Corleone), presenta Barbara Gordon come nuova Batgirl ne “The Million Dollar Debut of Batgirl!” (Il debutto da un milione di dollari di Batgirl, Detective Comics #359, gen. 1967). L’ultima storia di Batman targata Fox verrà pubblicata su Detective Comics #384 nel febbraio 1969.

Dopo il 1968 Fox smette di produrre storie per la DC in seguito a divergenze legate al rifiuto della casa editrice di garantire un’assicurazione sanitaria e altri bonus ai suoi autori di vecchia data. Fox riprende allora a scrivere romanzi a tempo pieno, come aveva già fatto in passato part-time. Sotto il suo vero nome e altri pseudonimi, firmerà più di cento opere spaziando su vari generi, dalla fantascienza allo spionaggio fino al genere western. Sempre in questo periodo, a inizio anni ’70, lavora anche per la rivale della DC, la Marvel. Scrive per The Tomb of Dracula, Red Wolf e anche storie del Dottor Strange. Contemporaneamente scrive anche su Creepy e Eerie, entrambi della Warren Publications. Nel 1985 lavorerà anche all’antologia di fantascienza Alien Encounters della Eclipse Comics. Morirà per cause naturali la vigilia di natale dell’anno dopo a Princeton. Aveva 75 anni.

Old FoxFra i numerosi premi vinti da Fox durante la sua carriera, voglio ricordare il premio Jules Verne alla carriera conferito alla Skycon del 1982. Dopo la sua morte, nel 1998 è entrato a far parte della Jack Kirby Hall of Fame, e in quella del Will Eisner Award. Nel 2007 gli è stato conferito il Bill Finger Award for Excellence in Comic Book Writing. Fra le altre curiosità ricordo che il nome del personaggio di Guy Gardner, una delle Lanterne Verdi terrestri, e l’episodio “Legends” della serie animata Justice League (2002) sono chiari omaggi all’autore.

Si stima che nella sua carriera Fox abbia scritto circa 4000 storie a fumetti, più di 1500 solo per la DC, che lo rendono il secondo autore più prolifico della storia della casa editrice (secondo solo a Robert Kanigher). Gardner Fox ha creato e sviluppato molti personaggi che hanno fatto – e fanno ancora – la storia dei fumetti, in un’epoca precedente all’avvento della Marvel. In un’epoca precedente ai lavori di Stan Lee, per fare un nome. Eppure, Fox non ha mai ricevuto il giusto riconoscimento per la sua opera. Sulle pagine dei titoli delle storie di Batman, di Superman, c’è scritto “creato da Bob Kane”, “creato da Jerry Siegel e Joe Shuster”, eppure su quelle di Flash non compare mai il nome di Gardner Fox. A volte la vita è strana…

 

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Pubblicato il 29/11/2014, in Insoliti ignoti con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Ovviamente si potrebbe ipotizzare che il suo nome non compaia nelle storie di Flash/Barry Allen perché Fox ha creato il precedente Flash, ma non ritengo sia giusto. Se non ci fosse stato il Jay Garrick di Fox non ci sarebbe stato neanche Barry Allen, il Flash più noto in assoluto.

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  2. Darth Valus

    Dopo un post coraggioso in cui si fanno affermazioni pesanti (TMNT 2014 è meglio di TMNT vintage), ora un post che ti impara le robe fumettiche! Non me l’aspettavo! Continua così!

    Mah, secondo me il suo nome non compariva per via di un gomblotto. Ma anche perchè, come sempre succede nei media, qualche autore diventa famoso e ne si fa una ‘bandiera’, una cosa che attiri fan e che faccia anche vendere qualche fumetto in più. Poi la sorte e qualche gioco di potere fanno il resto. Si veda il grande Bill (middle) Finger.

    Cmq presto (forse) questo blog avrà anche una copertina, lo sappia L’ Uomo Del Giappone!

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  3. Per la copertina ci conto. Per quanto riguarda la quistione del nome, penso abbia ragione. Curioso che abbia menzionato Bill (middle) finger, perché mi sa che fra non molto lo troverai su questa rubrica.

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