Io e Final Fantasy VII: cronache di poveri amanti

Final.Fantasy.VII.full.199472Per due giorni, il 6/7 dicembre scorsi, si è tenuto a Las Vegas il Playstation Experience, conferenza internazionale dove sono state presentate le novità Sony in serbo per il 2015. A un anno dal lancio delle console di nuova generazione, la PS4 è in vantaggio sulla rivale Microsoft per diffusione, ma restano ancora dubbi sulla qualità dei giochi originali e in esclusiva sulla console Sony. La PS4 ha un bel parco giochi, ma a parte Destiny di Bungie e poco altro, sono ancora i multipiattaforma o le riedizioni in HD di vecchie glorie (The Last of Us, GTA V) ad attirare buona parte degli acquirenti. La Playstation Experience, quindi, si può leggere anche nell’ottica di una rassicurazione agli utenti PS4 della prima ora che presto la loro console mostrerà i suoi veri muscoli. Con le presentazioni di giochi come Bloodborne, seguito spirituale di Dark Souls, il graficamente eccelso The Order: 1886, l’ambizioso e simil-minecraftiano (il ché mi lascia perplesso) No Man’s Sky e affini e Street Fighter V, il 2015 si preannuncia ricco di novità per i pleistescionari. Dato che il nostro esperto di videogiochi ufficiale, il parruccone impertinente, è indisposto, purtroppo al momento non posso scandagliare le reazioni suscitate da alcuni di questi titoli. Tuttavia, fra tanti giochi nuovi annunciati alla conferenza, c’è stata un’altra anteprima, importante a suo modo, che riporta il sottoscritto indietro nel tempo, e lo sommerge di memorie. Guardate:

Ebbene sì, dopo tante richieste, e altrettante smentite da parte di Square Enix, di fare un remake di FFVII (il gioco forse più emblematico della saga, e sicuramente il più venduto con più di dieci milioni di copie), i fan sono stati accontentati, in parte. Il gioco presentato al PE, infatti, non si tratta di una versione HD, ma di un adattamento per PS4 della versione “ripulita” per PC. Anche se forse non si è trattato dell’annuncio che tutti aspettavano, penso che si rivelerà comunque una strategia di successo, visto che saranno molti i nostalgici che a 18 anni di distanza dalla prima uscita per Playstation vorranno riprovare le emozioni di quello che è considerato uno dei migliori giochi di ruolo giappi di sempre. Allo stesso tempo, potrà essere anche un’occasione per giocarlo anche per quei poveri disgraziati che erano ragazzini quando uscì, ma che per svogliatezza o per destino avverso e beffardo non l’hanno mai finito. Per quelli come me, insomma.

MIdgard, quella vera

Midgar, quella vera

In tanti anni di (dis)onorata carriera di videogiocatore incallito, posso dire che ho giocato a molte cose, e a diversi generi, senza ovviamente finire neanche la metà di tutte le cavolate che ho comprato. E questo fatto mi va anche bene: ho accettato ormai di essere un giocatore mediocre che predilige l’esperienza, il viaggio, senza necessariamente finire ogni gioco o scovarne tutti i più reconditi segreti (però intanto tutti gli indovinelli del Riddler in Batman:Arkham Asylum me li sono sciroppati). Mi basta così. Però proprio perché sono un giocatore parruccone, e anche un appassionato della cultura popolare giapponese, mi duole oltremodo non aver mai finito un caposaldo della cultura Playstation, e un simbolo del JRPG (gioco di ruolo alla giapponese, dove si combatte con i menù, si passa di livello, si esplorano villaggi, magie, evocazioni, cazzi e mazzi). Una perfetta sintesi, insomma, che non ho mai avuto il piacere di assaporare fino in fondo, cosicché il titolo nobiliare (autoconferitomi) di “l’uomo del Giappone” di cui mi fregio, piange lacrime amare. Ne ho viste tante da raccontar, ma mai ho finito – o sono mai andato vicino a farlo – Final Fantasy VII. E di tempo per farlo ne avrei avuto. Eh, se ne avrei avuto. Ma qualcosa è sempre andato storto. E’ una storia lunga e tortuosa, quella fra me e il gioco.  Non è una storia per cuori deboli: è fatta di amori promessi e infranti, di risate e lacrime. Preparate il fazzoletto (o la carta igienica a seconda delle reazioni). Lasciamo che lo Spirito dei natali passati ci porti indietro nel tempo.

Canto_di_Natale_di_TopolinoEra il tempo dei dolci sospiri, era il tempo in cui c’era ancora la Lira ed eravamo tutti più buoni. Era il tempo in cui nei negozi di videogiochi ancora si potevano PROVARE i videogiochi, e non ci si trovava davanti delle console spente posizionate davanti a grandi schermi neri desperationis. All’epoca, quando ancora non ero l’uomo, ma casomai il ragazzino del Giappone (in potenza), il mio riferimento per scegliere quali giochi comprare non erano tanto le riviste specializzate (forse dall’anno dopo), ma il mitico negoziante di fiducia, una specie molto rara, quasi estinta al giorno d’oggi. Tale negoziante, che per non creare controversie legali chiamerò Marcello, era quasi un’entità divina per noi ragazzini. A noi regalavano i giochi per le feste e i compleanni, e molto spesso le nostre richieste a “parici” (parenti e amici) erano dettate dal richiamo del campanile, piuttosto che da capacità di discernimento fra quello che era un buon prodotto e quello che era, invece, una fetecchia. Ricordo che la mia collezione Super Nintendo vantava capolavori indiscussi come il gioco dei Power Rangers, quello di The Mask, ecc. Tutti titoli della serie “che bello! Posso rivivere le storie ganze della televisione anche con il SNES”. I risultati, però, erano…ehm…altalenanti. Fatto sta che in tale marasma videoludico quando uno si faceva consigliare invece dal negoziante, allora aveva la possibilità di entrare in un mondo diverso; di provare qualcosa di più profondo e divertente. Aveva la possibilità di giocare a un gioco “bello”. Certo, questo quando arrivavo a vedere Marcello in faccia, dietro alla montagna umana di ragazzini davanti a me in fila a provare il gioco del momento per ore e ore, senza mai comprare nulla, ovviamente. Di questi scrocconi, che chiamerò “aspè aspè” dalle risposte sbrigative che mi davano sempre quando chiedevo loro di far giocare anche me, io non facevo parte. Io ero quello che provava un gioco due secondi e poi comprava. Io ero il coglione, insomma.

giphyE’ così che una sera del periodo natalizio 1997 mi trovo davanti a Marcello, pronto ad aggiungere un altro gioco inutile alla mia collezione PSOne. Ecco che vedo però un aspè aspè alle prese con un gioco sfavillante, dalla bella grafica e dai combattimenti spettacolari. Il biondo protagonista Cloud cattura subito la mia attenzione. Chiedo spiegazioni a Marcello, con fare da esperto, e mi viene spiegato che si tratta di Final Fantasy VII, un gioco, a detta sua, bellissimo, da più di cento ore di gioco. Ora, da una parte io non avevo idea all’epoca di cosa fosse Final Fantasy (anni dopo, e dopo centinaia di Euro spesi in un’edizione speciale per il venticinquesimo della serie, ne so molto di più, ahimè); dall’altra, non so come mi possa aver esaltato allora l’idea di poter/dover giocare a qualcosa cento e più ore. Io che non avevo mai finito quasi nulla, neanche roba da dieci ore (forse Pandemonium, se si conta vedere il proprio cugino finire i livelli come completare un gioco). Considerati i miei standard, avrei dovuto rifuggire il gioco. Invece, lesto come un tordo ci buttai un bel Caravaggio e mi portai la scatoletta con quattro dischi a casa.

2epn9zpA conti fatti, penso di aver passato a FFVII meno tempo di quanto mi ce ne sia voluto in totale per andare al negozio, comprare il gioco e tornare a casa. Come ho detto, non avevo idea di cosa implicasse FF, tantomeno di cosa fosse un GDR (gioco di ruolo) in generale. Appena messo il primo disco nella console (ce n’erano quattro), mi trovo davanti una bella introduzione steampunk con città futuristiche e scritte giapponesi incomprensibili. Parte l’avventura, e mi vedo al comando di un brutto nanerottolo biondo deforme che zompa giù da un treno. “Si comincia male”, penso, “dov’è quell’aitante eroe che avevo visto mulinare la spada al negozio?” Altri secondi di gioco, e inizia la prima battaglia. “Bene”, mi dico. “Ora inizia il bello”. Ma il mio entusiasmo dura poco. Immaginavo di spippolare come un dannato ed eseguire combo su combo, invece non solo devo aspettare che si carichi una barra per attaccare, ma addirittura attacco una sola volta selezionando da un menù con la freccetta! Una freccetta! Adesso fa ridere quello che dico, ma allora per me equivaleva a una tragedia. Pensavo fosse un gioco difettoso, o addirittura diabolico, perché non mi faceva attaccare come volevo io. Non potevo eseguire mosse speciali, ma sono cliccare “attack” una volta ogni morte di papa. Lo shock è enorme. Non so come funziona il tutto, ma a forza di premere attacco tutte le volte, riesco magicamente ad andare avanti. Non riesco a capire cosa succede, perché tutto è in inglese e, per la prima volta, pare che il testo di un gioco contenga informazioni vitali per proseguire. Ed è così che, ruzzolando fra odiosi combattimenti casuali, arrivo al primo boss. Dopo un paio di morti, grazie a spippolamenti selvaggi e poca, pochissima strategia, lo batto. E’ così che faccio saltare in aria il Mako Reactor e salgo sul treno con il resto della banda di ribelli Avalanche. Sarà l’ultima scena che vedrò di FFVII. Dopo nemmeno 10/15 minuti di gioco effettivo, mi stufo di scorrere fra innumerevoli dialoghi a schermo in una lingua incomprensibile (ero ignaro che “topa” fosse l’abbreviazione di “top of”, e inorridii davanti alla scurrilità del gioco), e altrettanti combattimenti palla. Rimetto il disco uno nella scatola, e ce lo lascio a marcire. Lo venderò mesi dopo a un prezzo vergognosamente basso a un negozio che accetta l’usato. Tuttavia, la popolarità di FFVII alla fine contagia anche me e, quando un anno dopo esce l’edizione Platinum a 49.900 Lire, ci ricasco con tutte le scarpe, e tento di violentarmi a giocarci. Se è tanto bello, non posso permettermi di non giocarlo. Andrà a finire esattamente come l’anno precedente. Forse però questa volta sono arrivato a vedere almeno Tifa…

Il mitico primo boss. A causa di un'adattamento dal giapponese, e una punteggiatura pessimi, i giocatori venivano incoraggiati ad attaccare nel momento sbagliato. Molti restituirono il gioco ai negozi poco dopo la sua uscita, frustratissimi di morire milioni di volte contro il primo, e in effetti innnocuo, boss

Il mitico primo boss. A causa di un adattamento dal giapponese e una punteggiatura pessimi, i giocatori venivano incoraggiati ad attaccare nel momento sbagliato. Molti restituirono il gioco ai negozi poco dopo la sua uscita, frustratissimi di morire milioni di volte contro il primo, e in effetti innocuo, boss

Il mio rapporto di amore/odio con FFVII rimarrà così per molti anni. Cadrò di nuovo nel tranello Square con Final Fantasy VIII, che giocherò per un po’ di tempo con piacere (senza finirlo, ovvio), ma non toccherò più il VII per 14 anni. Finché durante una conversazione nerd come tante non verrà fuori che non ho mai finito un JRPG, se si esclude Tales of Symphonia, che però è action e non a turni. Non posso ovviamente tollerare che tale onta non venga lavata. Però a cosa giocare? Ho appurato che Dragon Quest non lo digerisco: troppo giapponese. Il parco giochi PS3 non abbonda certo di JRPG classici, perciò mi torna la voglia di rivangare il passato. Vado indietro con la memoria, e il fatto che FFVII si trovi a meno di 5 Euro sul Playstation Store fa il resto. Lo scarico sull’HDD e si parte: tutto come nel 1997. Anche la grafica, che ora mostra gli acciacchi del tempo.

Però l’occhio si abitua subito, e non ci fa caso. Il gioco è bello, il mio inglese ormai viaggia come in gabbiano e sfreccia fra menù e testi che è un piacere, e riesco così a godermi una storia e dei personaggi che mi erano rimasti oscuri per più di un decennio. E mirabile dictu, mi appassiono al sistema di combattimento. Mi diverto a girellare senza meta per innescare gli scontri casuali e così potenziare il mio personaggio per poi vincere i boss in scioltezza. Mi sembra di essere una persona nuova. Mi scopro parruccone mentre quello che anni prima mi faceva schifo adesso mi piace e mi esalta, mentre il mio compagno di stanza si chiede perché, con quintali di giochi PS3 e TV Full HD, io mi riduca a giocare un vecchiume del ’97. Ma non me ne importa. Le animazioni sono fantastiche, e sono contornate forse dalla più bella colonna sonora che abbia mai ascoltato in un videogioco. Colonna sonora che ho apprezzato anche dal vivo l’anno scorso al Barbican a Londra.

Immancabile in ogni mio party

Yuffie: immancabile in ogni mio party

Con la maturità, FFVII mi si dispiega davanti agli occhi come un capolavoro senza tempo che, senza free roaming e grafica HD, diverte e appassiona ancora un nerd anni e anni dopo. Questo perché nei giochi, in quelli belli, la storia e le meccaniche sono ancora fondamentali, e attraversano il tempo per essere divertenti sempre, al di là della grafica. E FFVII spinge ad andare avanti che è un piacere. In poche settimane ho accumulato 35 ore di gioco (sempre sul primo disco, però), ho potenziato il protagonista Cloud e mi sono innamorato della ninja Yuffie Kisaragi, che tengo sempre nel party. Ho giocato un po’ con il potentissimo Sephiroth e ho battuto orde di mostri ostici con brillanti strategie. Apprezzo tutte le piccole finezze del gioco, e mi meraviglio di quanto sia stato coglione a essermelo fatto sfuggire anni addietro, quando era il momento generazionale giusto per giocarlo, e non ora. Però quello che è fatto è fatto: ho perso tempo prima, ma ora ho trovato la dimensione giusta per finire una volta per tutte questo capolavoro, mettermi in pace la coscienza e ristabilire così il karma nel mondo. Sono le vacanze di natale, e ho parecchio tempo libero a disposizione. Pianifico di giocare come se non ci fosse un domani, e di finire così il gioco prima di dover tornare all’università a metà gennaio, ma…Mi sono inorgoglito troppo. Me tapino, me misero. Non ho fatto i conti con il destino beffardo, che stavolta prende la forma subdola di un infame caro amico che malauguratamente spegne la PS3 mentre sta caricando, scopre le magagne del suo Hard Disk e così mi perde tutti i salvataggi di ore e ore di gioco, di lacrime e sangue. Addio, Cloud di trentesimo livello. Addio, Ifrit. Addio Nibelheim. Addio Aerith (tanto muore alla fine). Tutto è perduto. Serve a poco incazzarsi con l’amico, anche se più di una volta mi ha passato il cervello l’idea di legarlo per le caviglie alla mia biga e trascinarlo per la piana. Nessuno può ridarmi quelle ore passate a Midgard e dintorni, teatri di tante battaglie e momenti commoventi. Non ho la forza di rimettermi a giocare tutto dall’inizio…

AerithDeath2A oggi questo è stato l’ultimo atto degno di nota della mia personale storia d’amore/odio con Final Fantasy VII. Non passa giorno che non mi maledica di non aver fatto un backup dei dati di salvataggio, o che non pensi a rimboccarmi le maniche e a iniziare tutto daccapo, di nuovo. In fondo, i canonici due anni di lutto in casa sono ormai passati. Potrei anche togliere il velo nero alla PS3. Però è difficile: la ferita è ancora aperta, e a volte ho dei flashback delle parti che ho già giocato, e che non ho voglia di ripercorrere. Ma forse devo. Lo devo alla storia dei videogiochi, ai soldi buttati nel gioco Square negli anni, ma soprattuto ai miei ricordi. La sfida è di tante, tantissime ore. Che dite, ce la farò? E se ci provo, su quale piattaforma? La PS3 ormai è andata: troppi dolori suscita quell’hard disk. Con il credito avanzato sul Playstation Store, pochi mesi fa ho comprato la versione PSP su PS Vita. Almeno questa volta me lo gioco in lingua originale, in giapponese. L’ho iniziato, ma i controlli mi convincono poco. La grafica non è neanche stata ripulita. Che faccio allora, aspetto il porting semi-semi-HD su PS4 il prossimo anno? Tanto ormai faccio la collezione…

AGGIORNAMENTO 23/06/2015

Alla fine ho optato per la versione vintaggia PS Vita. Mi sono rigoduto il gioco alla grande, soprattutto i primi due dischi, e un’assolata giornata di marzo l’ho finalmente portato a termine! Sul serio! Mi sono ripreso una rivincita contro il destino beffardo e crudele in una lotta durata ben 18 anni! Niente poteva diminuire il mio entusiasmo. Niente avrebbe potuto distruggere la mia gioia. Niente, tranne QUESTO annuncio:

GNNNNOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

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Pubblicato il 18/12/2014, in Videojuegos con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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