L’anime di One Punch Man – niente spoiler

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E’ un uccello? E’ un aeroplano? E’ una palla da biliardo? No! E’ la crapa pelada di Saitama, che stavolta non fa i turtei, ma si diletta a salvare il mondo come supereroe a tempo perso. Un estenuante allenamento a cui ha sottoposto il suo corpo lo ha reso calvo dallo sforzo, ma gli ha anche donato una forza tale da poter sconfiggere ogni nemico con un solo pugno. Questo è il canovaccio (più o meno), dell’anime One Punch Man, la cui prima stagione di 12 episodi è stata trasmessa a fine 2015. Descritto così sembra una storia piena di gag che rischia di avere vita molto breve. Sarà così? No, perché si dà il caso sia parecchio divertente. Vediamo perché.

Per iniziare, One Punch Man (da qui in poi OPM) è un anime tratto da uno web-manga scritto da ONE e disegnato dal grandissimo Yūsuke Murata, già apprezzato nel favoloso Eyeshield 21 – di cui mi riprometto di parlare prima o poi. Il web-manga, che dal 2012 esce anche in volume cartaceo (attualmente arrivato al decimo), è a sua volta un remake “in bella copia” dell’opera originale che lo stesso ONE aveva iniziato a pubblicare sul proprio sito dal 2009. All’epoca Murata, grande fan del progetto originale, aveva contattato ONE per proporgli di pubblicare una versione abbellita del manga (l’originale è disegnato piuttosto male, non me ne voglia ONE). Da questa loro collaborazione nel 2012 è nato il remake sul sito del settimanale Young Jump, versione più adulta di Shōnen Jump.

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Eppure ero sicuro di averlo buttato via l’organico

Se la premessa della storia può sembrare esagerata, è bene ribadire da subito che è tutto vero: Saitama può distruggere chiunque con un solo pugno. Ma non solo: è anche super veloce e resistente. Nessun nemico pare in grado di impegnarlo seriamente. Ma allora – giustamente uno si chiede – come può appassionare se non esiste mai una sfida per l’eroe? A prima vista, OPM rischia di naufragare fin dall’inizio nella noia, vittima di se stesso. E invece questo non succede. Mai. Perché OPM sa benissimo di essere una parodia delle storie di supereroi, e non se ne dimentica mai. Questo intento è già evidente dal titolo, che in giapponese è “wan pan man”, che ricorda l’eroe dei cartoni per bambini Anpan man. Da buona parodia, OPM sfrutta al massimo il suo potenziale di gag: gag che variano da nemici fantasiosi con nomi ridicoli (e.g. Vaccine Man), giochi di parole a più non posso e situazioni inverosimili che cozzano meravigliosamente con l’ambientazione di vita domestica giapponese che fa da sfondo alle avventure di Saitama. (Ho riso come un matto al finale a sorpresa del terzo episodio.) Questa serie interminabile di nuove situazioni e nuovi personaggi rinnova l’atmosfera in continuazione e diverte, senza mostrare il fianco alla noia.

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Non so voi, ma io sono già cotto della signorina in basso a sinistra

E’ questa creatività il punto di forza di OPM. In una società piena di eroi professionisti, le cui premesse sono simili a quelle del manga My Hero Academia (della famiglia Jump anche quello), la varietà di personaggi è strabiliante. Dalle mere macchiette, ai combattenti più forti, i compagni e i nemici di Saitama hanno tutti un loro stile, grafico e caratteriale, che li rende parte integrante di un mondo molto colorato e divertente. Mi sento dire che non c’è neanche un character design sbagliato, o particolarmente piatto anche quando vuole essere essenziale. Davanti a ogni personaggio un po’ si ride, ma anche ci si diverte a capirne le tecniche e la personalità. Un caso fra tutti è Mumen Rider, l’eroe di classe C ben conscio dei propri limiti, ma che combatte per senso di giustizia. Gli si vorrà bene fin da subito. Il suo nome è un gioco di parole del nome del famoso eroe televisivo Kamen Rider: kamen significa “maschera”, mentre mumen, sebbene ne ricordi il suono, significa “senza patente”. Infatti il nostro eroe viaggia in bicicletta.

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Tuttavia, in questo turbinio di gag e mazzate a più non posso (tutte molto divertenti), OPM ci mette anche del contenuto. Si tratta infatti della parodia dell’eroismo nella società contemporanea, o più che altro della sua decadenza. Il fatto che Saitama faccia l’eroe per svago, rivela la difficoltà di avere un’ideale, o anche solo un’ideologia nel mondo attuale. Tutto è ridicolizzato, e ogni grande aspirazione scaraventata giù nel contesto più banale. Un esempio è il mitico allenamento che ha reso Saitama così potente. Il segreto della sua forza prodigiosa, su cui tutti si fanno i peggiori film, sbaraglierà tutti alla fine. Inoltre, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, nonostante le sue capacità Saitama non è considerato un eroe da nessuno, perché nessuno lo conosce. Con il suo One Punch finisce i combattimenti in un batter d’occhio, e senza entrate trionfali. Invece, eroi più inferiori di lui hanno molto più successo con il popolino perché sono molto più spettacolari e si fanno ottima pubblicità. OPM qui sembra dire: la sostanza conta poco, senza esposizione. Ai media, alla gente, all’occhio pubblico che decide cosa va e cosa no.

Due parole sulla realizzazione tecnica. Nonostante sia un anime tratto da un manga, OPM è animato veramente bene. Non ci si poteva aspettare di meno dalla Mad House. Ottimo il comparto grafico, che non si rilassa quasi mai con tavole di qualità infima (mi stai ascoltando, Dragonball Super?). Anche la musica è forte, con BGM orecchiabili e gasanti. Un elogio a parte poi lo merita la sigla d’apertura, che ci casca proprio a pisello. Non per niente è realizzata dal gruppo JAM Project, supergruppo fondato nel 2000 e composto da mostri sacri fra i cantanti di sigle come Hironobu Kageyama (CHA-LA HEAD-CHA-LA e We Gotta Power di Dragonball Z, scusa se è poco) e Hiroshi Kitadani (We are!, storica prima sigla di One Piece. Altro che quella cacata di All’arrembaggio).

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Non fatevi ingannare dalle rughe: questi son tosti

In conclusione, One Punch Man è una chicca nel panorama degli anime odierno. Fa della comicità e degli scontri spettacolari la sua forza, e segue la sua strada con convinzione, risultando fresco e godibile. Insieme a My Hero Academia e Tokyo Ghoul è un ottimo segnale che fa ben sperare che Jump sia entrato appieno nel nuovo millennio.

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Pubblicato il 21/02/2016, in Anime con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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